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Cinque risposte sul metodo Dorn

Alcuni chiarimenti utili a chi vuole iscriversi ai miei corsi di metodo Dorn. Coloro che hanno una pregressa formazione sanitaria è normale che vogliano avvicinarsi ad una tecnica del benessere solo dopo le opportune rassicurazioni riguardanti la sua reale applicabilità clinica.

Il metodo Dorn è testato scientificamente?
Dal momento della sua creazione ad opera di Dieter Dorn, il metodo non è mai stato sottoposto ad un’indagine scientifica. E’ però possibile un suo utilizzo positivo come lavoro corporeo, delimitando l’applicazione ad un ambito wellness, per un rilassamento del paziente rigido. Come altri approcci manuali appartenenti al mondo del benessere, il Dorn si rivela essere uno strumento molto piacevole da utilizzare insieme al paziente.

Le sensazioni di maggior flessibilità dopo aver ricevuto un trattamento Dorn sono tutte effetto placebo?
Alcuni studi (*) evidenziano l’importanza dell’effetto placebo nelle terapie manuali, in mancanza di una risposta definitiva su come il meccanismo dell’effetto antidolorifico nelle tecniche manuali realmente avvenga. Tutti gli operatori dell’area riabilitativa e preventiva possono quindi utilizzare il Dorn come efficace leva per aumentare la compliance dei pazienti e la loro accettazione nei confronti di successive tecniche terapeutiche ricevute. Attualmente, non esistendo studi a riguardo, non possiamo né smentire, né confermare un effetto placebo del Dorn.

Nella sua formulazione originale, il Dorn fornisce alcune spiegazioni poco plausibili e test non dimostrati: ha pertanto senso apprenderlo?
Ha certamente un senso. Nei corsi propongo infatti una versione del metodo depurata da tutte le ipotetiche spiegazioni e i test non coerenti con la fisiologia umana. Si apprendono solo le tecniche applicabili nei contesti delle professioni riabilitative e preventive e con spiegazioni esclusivamente basate sulla biomeccanica del corpo.

Ci sono delle similitudini con il Concetto Mulligan utilizzato in fisioterapia?
La similitudine è che il paziente è coinvolto attraverso il proprio movimento attivo. I gesti, le ripetizioni, le direzioni delle linee di forza, l’intensità e la routine sono completamente differenti. Oltre a questo, il Dorn non si propone come tecnica riabilitativa ma di benessere, dunque è diverso anche il contesto.

Il Dorn è una tecnica di osteopatia o di chiropratica?
I professionisti osteopati e chiropratici possono sicuramente utilizzarlo come tecnica di preparazione dei tessuti, tenendo in considerazione che il metodo non è un sostituto dei rispettivi approcci manuali. La sua storia e la sua applicazione sono differenti e separate da entrambe queste due terapie.

 

 

(*) Bibliografia:

Bialosky JE, Bishop MD, Penza CW (2017). Placebo Mechanisms of Manual Therapy: A Sheep in Wolf’s Clothing? J Orthop Sports Phys Ther. 2017 May;47(5):301-304.

Bialosky JE, Beneciuk JM, Bishop MD, Coronado RA, Penza CW, Simon CB, George SZ. (2018). Unraveling the Mechanisms of Manual Therapy: Modeling an Approach. J Orthop Sports Phys Ther. 2018 Jan;48(1):8-18.

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