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Osteopatia e musica

Ai miei pazienti non sarà sfuggito il fatto che sovente utilizzo in studio un sottofondo di musica durante le visite e i trattamenti osteopatici. Brevemente voglio illustrare i motivi di questa scelta, non casuale.

La premessa è del tutto scientifica e comprovata: chi avesse voglia può ricercare e trovare sul web nei siti scientifici ed accademici (come ad es. The Lancet, PubMed) decenni di studi che trattano del connubio positivo tra diversi contesti terapeutici e ascolto musicale.  I benefici non sono solo dal punto di vista emotivo, ma sempre più ricerche confermano che l’utilizzo del supporto musicale ha anche un effetto antidolorifico. Il mondo sanitario sta infatti da tempo verificando e dimostrando i benefici un utilizzo del suono musicale in diversi contesti clinici, con effetti non solo ansiolitici e, ma anche di riduzione del dolore.

Non esistono per ora studi scientifici su un eventuale effetto antalgico dell’ascolto di musica classica durante la seduta osteopatica, ma ve ne sono altri che comprovano tale effetto su procedure mediche ben più invasive.

Da qui la mia propensione ad utilizzare tale supporto ogni volta che sia possibile. Non si tratta di una moda “new age” o di senso estetico: come minimo, il linguaggio universale di una composizione musicale aiuta sia il paziente sia l’osteopata a comunicare meglio e predispone un setting terapeutico molto favorevole e facilitante per entrambi.

Principalmente, ma non esclusivamente, tendo a utilizzare la musica barocca, perché trovo che la sua struttura molto articolata, meccanica e ripetuta fornisca una buona “traccia” sulla quale lavorare. Similmente ad un mantra, ovvero ad una vocalizzazione rituale ripetuta, mi pare che la composizione barocca favorisca una certa calma, una certa introspezione ed offra una sorta di “appoggio sicuro” al quale la mente del paziente può ricorrere durante l’esecuzione del trattamento.  E anche io mi concentro meglio nell’esecuzione tecnica, se nelle orecchie ho un suono del genere.

Non scelgo le liste di opere da far ascoltare secondo un particolare criterio, se non quello della varietà strumentale: composizioni per orchestra che si alternano a opere per pianoforte, clavicembalo, archi, chitarra, liuto, violino, eccetera.

Sapendo che poi l’osteopatia è un’arte, oltre che una terapia scientifica, penso che sia opportuno e ben riuscito il gesto di accostarla a capolavori musicali senza tempo. Se poi la vogliamo mettere sul filosofico, citando questa frase attribuita a J.S. Bach, vedo più di una similitudine con alcuni principi dell’approccio osteopatico:

“Tutto ciò che si deve fare è premere i tasti giusti al momento giusto e lo strumento suona da solo”

Buon ascolto e buona osteopatia!

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